Usano l’intelligenza artificiale per scrivere il tema: la reazione del professore è da applausi

L’intelligenza artificiale è sempre più diffusa, ma cosa succede se la si utilizza per compiere i propri lavori scolastici? Cosa è successo

scrivere un tema
Intelligenza artificiale a scuola (mrinformatico.it)

Quello di cui vi vogliamo parlare non è solo un’ipotesi ma, piuttosto, un fatto che si è verificato proprio negli ultimi tempi nella città di Cremona. Qui, infatti, alcuni studenti hanno deciso di usare una piccola scorciatoia per poter effettuare i propri compiti e soprattutto  per svolgere un tema che era stato loro assegnato. Stiamo parlando proprio dell’intelligenza artificiale, che ha permesso a questi studenti di avere un tema pronto all’uso, ma che purtroppo (per loro) è stato anche facilmente scoperto dall’insegnate di riferimento. 

Pare, infatti, che soprattutto a seguito della pandemia in realtà le competenze linguistiche dei più giovani siano andate incontro a una notevole riduzione. E, solo questo aspetto, costituisce spesso e volentieri un valido e anche semplice metodo per poter subito individuare l’utilizzo di intelligenza artificiale, come ad esempio CHAT GPT, all’interno di temi per la scuola. Ma cerchiamo di scoprire di più su quanto è accaduto.

Intelligenza artificiale per scrivere un tema

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Intelligenza artificiale a scuola (mrinformatico.it)

In questa terza media, infatti, pare che ben più della metà della classe abbia deciso di avvalersi di questa scorciatoia che ormai rappresenta l’intelligenza artificiale. Stiamo parlando, infatti, di ben diciotto studenti su ventitrè, dando così agio all’apertura di un vero e proprio dibattito in merito a quanto ormai la tecnologia e l’intelligenza artificiale abbiano cominciato a far parte della vita di tutti noi, spesso però rappresentando una modalità non sempre corretta. Insomma, i tempi stanno cambiando ed è chiaro che, insieme a loro, debba mutare anche il modo in cui noi ci rapportiamo alla tecnologia.

Così come spiegato da Paolo Ferri, ovvero professore ordinario di Tecnologie della formazione all’università Milano-Bicocca, sarebbe senz’altro errato dare inizio a una vera e propria demonizzazione della tecnologia e di questo nuovo strumento che l’intelligenza artificiale rappresenta, o ancora di cambiare il modo di presentare i compiti a casa ai propri studenti. Piuttosto, spiega, si deve trovare ora un modo migliore e più aggiornato proprio per far coesistere queste due realtà senza che si pestino i piedi.

Insomma, il professore in questo caso è stato molto chiaro. Nonostante questi ostacoli e anche incidenti di percorso, non bisogna affatto vedere la tecnologia come una minaccia. Ma, anzi, bisogna entrare nell’ordine di idee che proprio le sue spesso illimitate risorse possono essere un vero e proprio strumento per tutti noi, da cui non dobbiamo fuggire ma con cui anzi dobbiamo imparare a convivere e collaborare. E, infine, bisogna educare diversamente i giovani nell’approccio e nell’utilizzo proprio della tecnologia, così che possano essere più consapevoli.

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