Gli smartphone ci ascoltano: arriva la rivelazione inaspettata

Gli smartphone ci ascoltano, quelle in cui ci imbattiamo non sono soltanto coincidenze: arriva la rivelazione inaspettata

Cellulare segreto
Il cellulare ci ascolta? – mrinformatico.it

Quante volte ci è capitato di parlare di qualcosa con i vostri amici o i nostri familiari, e poi ritrovarci la pubblicità nel nostro smartphone? Per fare un esempio, ci siamo passati tutti: quando ci decidiamo e vogliamo comprare ad esempio un nuovo cellulare, d’improvviso ci ritroviamo dappertutto le pubblicità. Tante volte ci aggrappiamo al fatto di non aver fatto alcuna ricerca in merito, però c’è una cosa che, prima di passare a quello che è finalmente saltato fuori in queste ore, bisogna tenere in considerazione.

I nostri cellulari molto spesso si riferiscono ad una sorta di algoritmo. Prendendo sempre come esempio l’idea di comprare un cellulare nuovo, non serve fare una ricerca per trovarci ovunque le pubblicità. Basta che semplicemente ne esce una che ci soffermiamo a guardare, proprio perché siamo interessati, e improvvisamente finiscono per uscirci sempre più spot su ogni tipo di piattaforma social, che sia Instagram, Facebook oppure Tik Tok. Dunque questo oramai è risaputo. Però il dubbio che i cellulari ascoltino letteralmente le nostre conversazioni a voce con gli amici o chiunque altro.

Ma è vero che il cellulare ci ascolta? Finalmente la verità che aspettavate

Cellulare segreto
Il cellulare ci ascolta? – mrinformatico.it

Come vi dicevamo, molto spesso ci siamo ritrovati a provare questo sospetto dal momento in cui, dopo aver parlato di qualcosa con i nostri amici, d’improvviso ci siamo ritrovati ovunque questo prodotto. Questa tesi però non ha mai avuto una prova, infatti con alcune ricerche e prove sul campo che avevano dato un risultato negativo. Però c’è uno studio del 2018 che è stato condotto dalla Northeaster University, che aveva deciso di fare un’analisi sulle 18mila app più diffuse di Android, senza trovare delle prove che facessero pensare che nei nostri cellulari vengono attivati dei microfoni in modo segreto mente abbiamo una conversazione.

Una delle ipotesi più gettonate è che si tratti di una sorta di percezione che viene causata dalla nostra attenzione verso gli annunci pubblicitari che ci interessano in modo maggiore, proprio come vi dicevamo all’inizio di questo articolo. Infatti è vero che i nostri dati vengono tracciati in modo diversi per creare degli annunci pubblicitari personalizzati in base ai nostri interessi. Sono davvero tantissime le impronte che lasciano sul web, proprio per questa ragione quello che dicevamo è assolutamente vero. Dunque è davvero possibile trovare cose di cui abbiamo parlato con i nostri amici e che non abbiamo cercato, ma questo non vuol dire che il nostro cellulare abbia registrato la conversazione.

Arriva però l’active listening: di che cosa si tratta?

Ad oggi ci sarebbe la “smoking gun”, ovvero stiamo parlando della prova che qualcuno spii le nostre conversazioni e che riesca ad intercettare una sorta di parola chiave che porta poi a creare annunci mirati. A mettere questa pulce nell’orecchio è stata la testata 404 Media, che ha individuato una pagina web che è stata poi cancellata dalla società americana Cox Medi Group che promuoveva il servizio dell’Active Listening, ovvero la capacità di riuscire ad identificare delle conversazioni tramite i nostri cellulari, ma anche l a televisione e tanti altri dispositivi. Grazie a cosa? Ovviamente, all’intelligenza artificiale. Dunque la pagina sul sito CMG Local Solutions si è espressa in modo decisamente chiaro: “È vero. I tuoi dispositivi ti stanno ascoltando. Con Active Listening, CMG ora può utilizzare i dati vocali per indirizzare la tua pubblicità alle persone esatte che stai cercando“.

Ma come funziona questo servizio? La sua tecnologia di ascolto attivo permette di riprendere delle conversazioni per fornire agli inserzionisti locali un vero e proprio evento settimanale di consumatori che sono sul mercato per un vero e proprio prodotto o servizio. Il servizio di CMG in grado di personalizzare una campagna grazie all’ascolto, come dicevamo, di una vera e propria parola chiave. Dunque le persone vengono ascoltate se fanno conversazioni in cui utilizzano, appunto, una parola che può riportare ad una ricerca ben specifica.

Cox Media, però, ha deciso di smentire categoricamente questa cosa. Ha precisato infatti che le sue aziende: “Non ascoltano alcuna conversazione, ma hanno accesso ad un set di dati aggregati, anonimizzati e completamente crittografati di terze parti che possono essere utilizzati per il posizionamento di annunci pubblicitari”.

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