Twitter, multa milionaria da Agcom: il motivo

Nel corso degli ultimi mesi Twitter, che ora si chiama X, ha subito vari stravolgimenti, tra cui una multa milionaria per aver violato…

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Twitter, che ha cambiato nome in X, dovrà pagare una multa di 1,35 milioni di dollari per la violazione del decreto Dignità (Mrinformatico.it)

Non tira una buona aria ai quartieri generali di X, precedentemente conosciuto come Twitter. Il social network, acquistato e rivoluzionato da Elon Musk (che gli ha anche cambiato il nome), sta affrontando un vento di grandi cambiamenti ormai da diversi mesi. E ora una multa milionaria da parte di Agcom non facilita di certo le cose!

Ma cosa è successo? Per comprendere la situazione bisogna fare un passo indietro a quando l’attuale CEO, Elon Musk, dichiarò di voler mondare la piattaforma dall’aria di censura che ormai era diventata troppo opprimente. Partendo da questo presupposto, capire le ragioni che hanno portato Agcom a multare 9 profili ufficiali diventa un po’ più semplice.

Multa da 1,35 milioni di dollari per X: perché è accaduto?

Social network
Social network (Mrinformatico.it)

Sembra infatti che, contravvenendo al decreto Dignità (che impedisce di usare il social per pubblicizzare attività assimilabili al gioco d’azzardo), 9 profili con abbonamento premium abbiano attirato l’attenzione di Agcom. Attenzione che si è trasformata in un’inchiesta e in seguito in una sanzione di 150mila dollari per ognuno dei 9 profili incriminati, per un totale di 1,35 milioni di dollari.

Ma non solo, poiché sembra che ai piani alti di X fossero tutti consapevoli dell’uso improprio che si stava facendo della piattaforma, ma che nel rispetto del principio della “libertà di espressione” nessun profilo sia stato bloccato o censurato. Ciò è comprovato dal fatto che per ottenere lo status di account premium, un profilo deve passare attraverso la verifica dei criteri di completezza, uso attivo, sicurezza e veridicità da parte di X.

X non ha verificato i criteri di sicurezza e la conformità degli account  premium

In altre parole, stando a quanto sostenuto dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la direzione di X non ha posto sufficiente attenzione all’attività (illecita) dei profili, rendendosi responsabile della violazione. Nel decreto dignità si legge infatti: “Ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo“.

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