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The Last Guardian, il videogame in uscita il 7 dicembre: ecco il trailer

“The Last Guardian” avrà come protagonisti un bambino ed un grifone in un eremo diroccato. Nel videogioco non ci sono dialoghi e i due personaggi principali dovranno riuscire a trovare una via d’uscita. L’autore spiega: «La comunicazione avviene attraverso lo sguardo»

Sta arrivando “The Last Guardian”, uno dei videogiochi più attesi del 2016. In uscita il 7 dicembre per PlayStation 4, questa piattaforma è stata sviluppata per più di 10 anni e già dalla trama si differenzia da tutti i giochi di sparatoria e guerra. Il protagonista è un bambino e racconta, attraverso ricordi, quel che è avvenuto anni prima e quel che il giocatore sta vivendo. Il ragazzino, assieme ad un grifone gigante, animale primordiale, sono entrambi reietti e sono stati abbandonati in un eremo cadente. Da questo dimora solitaria dovranno poi cercare una via di fuga. La particolarità di questo videogioco è che non ci sono dialoghi: anche i due protagonisti dialogano solo con gesti e sguardi. Solo la voce narrante è presente nel gioco, ma non sono presenti monologhi o discorsi soprattutto tra i due figuranti.

È proprio Fumito Ueda, creatore del gioco, che spiega riguardo il rapporto tra i due: «All’inizio non si conoscono e non si comprendono. Ma lentamente iniziano a comunicare e comprendersi, a capire le emozioni l’uno dell’altro. Le sanazioni a volte non hanno bisogno di parole. Anzi, il linguaggio rischia di svilirle. Ma quel che riesce a fare un videogame, se usato in una certa maniera, è proprio questo: farti vivere delle emozioni evitando di metterle nero su bianco», riporta “La Repubblica”.

I luoghi fantastici simili alle rovine di Petra

Dopodiché il creatore continua: «La comunicazione avviene attraverso lo sguardo. Gli occhi di Trico, l’animale gigantesco, cambiano colore secondo gli stati d’animo». Il protagonista si arrampica sull’animale per raggiungere zone alte e dirigendolo in alcuni luoghi, anche se l’animale è dotato di una sua volontà. La location sono rovine assolate che assomigliano alle rovine di Petra o di Angkor Vat, e molti scenari simili a quelli già visti anche nei film di Hayao Miyazaki, come prosegue Ueda: «Sono luoghi che ricordano la grandiosità di alcune civiltà scomparse. Nessun riferimento preciso eppure familiari. Il resto lo deve fare l’immaginazione dei giocatori», e sarà proprio tra quelle rovine che il grifone e il ragazzino troverann0 indizi sul passato di entrambi. 

L’ideatore prosegue: «Io tendo ad esser attratto dalle forme di narrazione dove poco viene esplicitato e tanto viene lasciato alla mente del lettore o dello spettatore. E per quanto possa sembra strano che io abbia scelto i videogame come mezzo di espressione, visto che in genere dicono troppo e lasciano uno spazio infimo all’immaginazione, se usati in una certa maniera sono un mezzo potente per moltiplicare le immagini mentali». Dunque si attende questo nuovo platform che si spera ci farà superare l’era di sparatutto contro zombie. L’autore ha già ideato giochi dai nomi importanti come “Shadow of the Colossus” e “Ico”, per PlayStation 2 ed ora ci prova nuovamente esordendo con un prodotto che potrebbe essere un nuovo pilastro dei videogames.

Per l’acquisto online: The Last Guardian – PlayStation 4

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