Notizie bufale su Facebook, ecco le mosse di Zuckerberg contro la disinformazione

Le notizie bufale su Facebook hanno i giorni contati, almeno secondo quanto riferito dal CEO Mark Zuckerberg agli utenti del social network. Una presa di posizione che si attendeva dopo le polemiche susseguite all’elezione di Donald Trump

Notizie bufale su Facebook, ecco le mosse di Zuckerberg contro la disinformazione

Mark Zuckerberg, presidente e amministratore delegato e creatore di Facebook, ha finalmente annunciato battaglia contro le notizie false, definite “notizie bufale”, che ogni giorno vengono condivise da migliaia di utenti sul social in blu. L’annuncio di Zuckerberg arriva attraverso un lunghissimo post pubblicato sul suo profilo. Per molti è la presa di posizione che si attendeva dopo le polemiche susseguite all’elezione di Donald Trump.

“Molti di voi – scrive Zuckerberg – ci hanno chiesto cosa stiamo facendo per la disinformazione, quindi ho voluto dare un aggiornamento in merito. Morale della favola: d’ora in poi prenderemo la disinformazione molto sul serio. Il nostro obiettivo è quello di connettere le persone con le storie che hanno trovato più significative, e sappiamo che la gente vuole informazioni precise. Abbiamo lavorato su questo problema per un lungo periodo di tempo e ci prendiamo questa responsabilità. Abbiamo fatto notevoli progressi, ma c’è ancora lavoro da fare”.

“In passato abbiamo puntato tutto sulla nostra comunità per capire che cosa è falso e cosa non lo è. I problemi sono complessi, sia tecnicamente che filosoficamente. Noi crediamo nel dare alla gente una voce, che significa peccare, sul lato di lasciare che le persone condividano quello che vogliono, se possibile. Dobbiamo essere attenti a non scoraggiare la condivisione di pareri o erroneamente che limitano il contenuto preciso. Non vogliamo essere arbitri della verità, ma non possiamo più fare affidamento solo sulla nostra comunità che si fidava di terze parti”.

Zuckerberg scrive infine

“Continueremo a lavorare con i giornalisti e gli altri del mondo dell’informazione per avere il loro contributo, in particolare, per capire meglio da loro i sistemi di controllo che usano per difendersi. Alcune di queste idee funzioneranno, altre no, ma io voglio che voi sappiate che abbiamo sempre preso sul serio questo problema, dobbiamo solo riuscire a capire come risolvere la questione e ci siamo impegnati per ottenere questo risultato”.

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