Addio alle impronte digitali e al volto: è questa la nuova frontiera della sicurezza dello smartphone

Il futuro della sicurezza dello smartphone vede sempre più innovazioni e questa, in effetti, ti lascerà di stucco. 

La tecnologia non smette mai di stupirci e, soprattutto negli ultimi anni, le scoperte sono state tante, al punto che oggi lo smartphone è diventato parte integrante della nostra esistenza.

Sicurezza smartphone, il futuro è questo
Sicurezza smartphone, qual è il sistema del futuro-mrinformatico.it

Lo portiamo con noi praticamente ovunque, e non lo molliamo un attimo, tra messaggi, videochiamate, applicazioni di vario genere, foto e molto altro ancora. Nel nostro telefono sono conservati tantissimi dati, anche quelli sensibili, personali, che riguardano i codici dell’home banking oppure le password di app importanti. È chiaro che la sicurezza del nostro telefono è prioritaria, perché ci sono informazioni così essenziali che perderlo o vedersi rubate tali info sarebbe devastante.

Per proteggere lo smartphone esistono dei codici di blocco, e per sbloccarlo e rendere più sicure le nostre info personali usiamo di solito le impronte digitali oppure il riconoscimento facciale. Ma il futuro sembrerebbe avere in serbo per noi tutt’altro modo di sbloccare lo smartphone, tant’è che si tratta di un’idea in sperimentazione che non potrà non sorprendervi.

Sicurezza smartphone, in futuro lo sbloccheremo in questo modo

A qualcuno potrà apparire bizzarro come metodo, eppure questo potrebbe davvero essere il modo per sbloccare il cellulare in futuro.

Sicurezza smartphone, il futuro è questo
Smartphone, il futuro della sicurezza è inaspettato-mrinformatico.it

Stiamo parlando dello sblocco dello smartphone attraverso il respiro. C’è infatti un modo unico per respirare, perché ognuno ha una conformazione diversa delle vie aeree e delle cavità orali in genere. Ecco perché, questa particolarità può essere perfetta per rendere ancora più sicuro il proprio smartphone, senza paura che esso sia decodificato.

A studiare questa soluzione, attualmente in via di sperimentazione, sono gli scienziati del Madras Institute of Technology di Chennai, in India. I ricercatori hanno testato se la tecnologia, ovvero l’IA potesse riconoscere il respiro delle persone. Grazie a un sensore di velocità dell’aria, gli scienziati hanno testato 94 persone, uomini e donne, che hanno dovuto emettere 10 respiri consecutivi. Un software AI ha raccolto i dati e li ha letti, stilando un profilo di respirazione per ognuno dei volontari.

Con questa tecnica, gli scienziati sono riusciti a esaminare con una precisione del 97% se un nuovo respiro arrivasse dal volontario sottoposto a test, e tutto questo dalla velocità con cui lo ha emesso. Dunque, i test andranno avanti e saranno aggiunte altre caratteristiche da rilevare, ma quel che è certo è che replicare il respiro di un individuo è praticamente impossibile.

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